LUISINA ILARDO AND DESTROY BRANDINA: L’ ARTE DI NON PRENDERSI SUL SERIO

Parlare delle proprie passioni sorseggiando una birra e fumando qualche sigaretta. Cosa c’è di più semplice? Dei gesti quotidiani, abitudinari, che tuttavia sono protagonisti della produzione di Luisina Ilardo.

“Per raccontare una storia devo averla vissuta, tuttavia la realtà è fluida e può essere rappresentata anche da un sogno. In fin dei conti i sogni sono espressione della realtà che abbiamo dentro, ma si tratta pur sempre di una realtà”

Non a caso Luisina ammette di essere una grande appassionata di fotografia, in particolare di Stephen Shore o William Eggleston artisti capaci di trasformare la semplicità del reale in arte.

“Tutti gli artisti da cui traggo ispirazione sono umili e raccontano qualcosa di autobiografico. Anche io attraverso le mie immagini racconto qualcosa di me, e per fortuna ho avuto una vita abbastanza divertente! L’importante è sempre non prendersi mai troppo sul serio”.

credit Luisina Ilardo

Luisina stessa confessa di aver iniziato la sua carriera in maniera un po’ casuale: “In casa mia c’è sempre stato un nonsoché di artistico. I miei genitori sono fotografi ritrattisti, mia madre balla flamenco, alle mie sorelle è sempre sperimentare nel disegno. Per me tutto questo è sempre stato normale”.

 “Finito il liceo non sapevo cosa fare e ho deciso di iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ho pensato che probabilmente sarei finita sotto un ponte, ma almeno stavo facendo qualcosa che mi rendeva felice!”.

credit Luisina Ilardo

Luisina, fra un sorso di birra e l’atro continua a raccontare: “Negli anni dell’Accademia ero un po’ confusa. Ero bombardata da stimoli e non sapevo bene che strada prendere. Anche a causa di alcuni motivi personali mi sono chiusa in me stessa. Per fortuna però, c’è sempre quell’amico che ti spinge a continuare ed a provarci. Da questo insieme di esperienze è nata la mia prima raccolta: Fumetty Depressy

credit Luisina Ilardo

Finita l’Academia Luisina ha iniziato collaborare con diversi collettivi, partecipando a festival, autoproducendo e sviluppando i suoi progetti. “Per un certo periodo ho creato di tutto, anche se non mi convinceva pienamente. Ora però ho in mente una mia storia. Molto probabilmente non sarò mai in grado di creare una grande storia perché a me interessa catturare i momenti clou. Voglio creare un racconto fatto di piccole realtà”

La realtà di Luisina è anche la realtà in cui vive, quella della Riviera Romagnola. Proprio da qui nasce il progetto di Destroy Brandina, un collettivo di artisti di Rimini e dintorni che Luisina definisce fluido: “Non siamo un collettivo che impone dei limiti. Chi vuole partecipare partecipa, chi non lo vuole non lo fa. Non mettiamo paletti

credit Destroy Brandina

Spiega come il gruppo sia nato proprio dal confronto e dallo scambio di idee con altri giovani artisti della zona: in Riviera, infatti, da un lato c’è un crescente interesse verso l’arte visiva, dall’altro artisti che hanno voglia di farsi sentire. È una generazione che stanca del solito aperitivo, della classica night life Romagnola, che sta cercando qualcosa di più, qualcosa di fresco e innovativo.

credit Francesco Moretti

Riguardo invece all’idea che sta dietro il nome del collettivo Luisina spiega: “Un giorno alcuni amici sono tornati da un festival tenutosi a Venezia con una maglietta che mostrava l’immagine di un tizio che prendeva a calci una gondola con su scritto Destroy Gondola. Ho pensato che sarebbe stato divertente fare un collegamento con le brandine che sono un po’ il simbolo della Romagna.”  Tuttavia, precisa con tono ironico: “Sia ben chiaro, non ho nulla contro le brandine! Non avevo neanche intenzione di tenere Destroy Brandina come nome del collettivo, però agli altri piaceva e mi hanno convita”.

credit Chiara Raimondi
credit Filomena Galvani 

L’idea di base del collettivo è quella di dare un valore aggiunto alla zona, che vada oltre a quello del classico e consolidato del turismo estivo: avvicinare le persone alla creatività, a quello che i giovani artisti hanno da dire e da raccontare incentivando la comunità ad essere più disinibita nei confronti dell’arte.

credits: Destory Brandina, Giorgia Annibalini, Sabrina Gennari, Giulia Betti Guido Brualdi, Lorenzo Badioli, Rossella Grossi, Samuele Canestrati,

Poco prima di salutarci, Luisina puntualizza: “In realtà non vorrei togliere nulla alla  Riviera, vorrei solo più attività culturali, che le persone fossero più interessate a quello che facciamo e che lo recepissero con un po’ più di apertura mentale”.

Prima di prendere l’amaro della buona notte, ricordiamo gli eventi a cui saranno presenti Luisina e Destory Brandina;

credit Destroy Brandina

Luisina anticipa inoltre che c’è in progetto un nuovo evento per questa estate, ma ancora non vuole “spoilerare” molto.

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