ELISA MENINI: OLTRE AL FOLKLORE NIPPONICO

A pochi mesi dalla sua uscita, Nippon Folklore, la raccolta di leggende giapponesi raccontate da Elisa Menini, ha riscosso un’ottima risposta, tanto che sta per terminare anche la seconda ristampa del Volume.

Vale pertanto la pena soffermarsi sulla mente che sta dietro il progetto. Elisa è una ragazza costante e caparbia, che ha saputo dimostrare come la passione e la tenacia portino a risultati concreti.

credits Elisa Menini

“Quando ho iniziato la mia carriera da illustratrice, pensavo ingenuamente che non mi sarebbe costato alcuno sforzo lavorare facendo ciò che mi piaceva. Ho subito cambiato idea: rispettare le scadenze comporta una buona dose di sacrificio. Rinunci alle vacanze ed alle uscite con gli amici, investi tutto il tempo a tua disposizione per portare a termine un progetto entro una determinata data. Tuttavia, credo che le persone con cui lavori riconoscano ed apprezzino l’impegno che metti nel realizzare un qualcosa che sia di qualità ma, che al tempo stesso, osservi le tempistiche che ti vengono date”.

Il processo creativo di Elisa, inoltre, comporta una buona dose di ricerca: “A volte è proprio questa fase a portarmi via più tempo che il disegno in sé.” – ammette – “Mettiamo, ad esempio, che io voglia rappresentare un kimono. Ne esistono una marea, a seconda della diversa occasione o condizione sociale. Dato che la mia produzione si ispira alle antiche tradizioni e storie del Giappone, mi sembra giusto rispettarle nei loro minimi dettagli”.

credits Elisa Menini

Elisa appartiene alla generazione di bambini che alla fine degli anni ’90 e gli inizi del 2000 sono cresciuti con i manga e gli anime giapponesi: “Ero una gran fan di Dragonball” – racconta – “e mi scocciava non poterlo vedere alla televisione perché veniva trasmesso mentre ero a scuola, tanto che avevo raccolto le firme dei miei compagni per chiedere alla Mediaset di cambiare l’orario del palinsesto! Poi un giorno, un mio amico è entrato in classe con il manga dal quale l’anime era tratto, e così è iniziato il mio primo approccio con l’arte giapponese”.

Nel corso degli anni, Elisa ha continuato a nutrire il suo interesse verso la cultura del Sol Levante parallelamente alla sua passione per il disegno e l’illustrazione. “Ho deciso di iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Urbino,” – racconta – “durante le pause avevo sempre con me un manga da leggere. Tuttavia, l’Accademia aveva tutto un altro tipo di impronta, molto meno incentrata sull’illustrazione e molto più sull’arte contemporanea. Quando riguardo la mia produzione di quel periodo, non mi ci riconosco molto”.

Il suo percorso universitario ha però dato ad Elisa l’opportunità di conoscere una ragazza giapponese con la quale ha stretto un rapporto di amicizia e, proprio grazie a questo legame, ha avuto l’occasione di soggiornare per un mese in Giappone. Qui Elisa ha potuto vivere ed immergersi direttamente in quella cultura che tanto l’appassiona e che si riflette nella sua prima autoproduzione intitolata Momotaro.

credits Elisa Menini

“In realtà Momotaro è nato in un periodo di sperimentazione, in cui ero alla ricerca di uno stile che mi caratterizzasse. L’ho stampato per il Lucca Comics del 2015, al quale ho partecipato con il  collettivo Incubo alla Balena. Un ragazzo si è fermato al banchetto e mi ha suggerito di presentare la mia opera ad Igort. Non avrei mai pensato che ad un artista come lui potesse interessare quello che facevo, invece a quanto pare le cose stavano proprio così!”

Elisa ha iniziato a collaborare con la Oblomow Edizioni, facendo seguire a Momotaro i racconti Il gatto dai mille colori ed Il cappello di paglia. A partire dal 2017, si è invece concentrata sulla produzione di Nippon Folklore che raccoglie altre quattro storie tratte dalla tradizione giapponese: La donna carpa, Il Tanuki e la volpe, Il granchio e la scimmia e Taro il dormiglione.

credits Elisa Menini

A proposito del suo processo creativo Elisa spiega: “Credo che tutto sia una rimasticazione di tutto. Gli artisti si ispirano sempre ad altri artisti e le opere vengono influenzate da altre opere. Io assemblo elementi della cultura giapponese per creare qualcosa di nuovo, e mi piacerebbe che un giorno qualcuno pretendesse spunto da quello che faccio”.

Continua: “Non ho un motto o uno slogan. Mi piacerebbe solamente lasciare un segno del mio passaggio e dimostrare alle persone che la caparbietà e la pazienza portano a dei risultati effettivi. Sinceramente non aspiro ad avere chissà quale fama, vorrei solamente continuare a fare quello che già faccio, ovvero conoscere ed esplorare le tradizioni Giapponesi per poi reinterpretarle a mio modo”.

Ed ecco come le illustrazioni di Elisa coniugano tradizione e innovazione, fumetto e mito, con uno stile fresco che tuttavia possiede una sfumatura quasi nostalgica, dove i dettagli riflettono il costante lavoro quel di analisi e ricerca di una ragazza tenace e determinata.

credits Elisa Menini

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