FRANCESCO MORETTI: IL SOUND DEI BIANCHI E DEI NERI

Francesco Moretti si racconta in quella che è la sua quotidianità, seduto sul divano in pelle dello studio che condivide con il collega Fabio e gli amici, un posto fatto di creatività, libero scambio di idee ma anche di relax.

D’altronde è proprio la realtà che lo circonda a dare vita alla produzione di Francesco: “Quando disegno descrivo quello che mi succede. L’ispirazione può venire da una canzone, da un post che vedo sul web, da un film… Insomma, da qualcosa che mi è veramente accaduto.”

“Parlo di storie ordinarie, che possono capitare a chiunque” – continua – “come ad esempio quella del fumetto a cui sto lavorando, All’ Impero, che tratta di amori comuni fatti di tradimenti, sofferenze e gioie. Le classiche storie che puoi sentire raccontate al bar vicino casa!”. Tuttavia, Francesco, attraverso le sue illustrazioni, è capace di dare un nuovo tono alla realtà, che grazie ad un tratto meticoloso ma allo stesso tempo deciso, all’uso dei bianchi e dei neri, assume una frequenza quasi “cruda”.

credits Francesco Moretti

“Qualcuno ha definito i miei disegni grotteschi”, ammette. Forse, più che grottesche, le sue illustrazioni si potrebbero definire “energiche”, comelo sono, ad esempio, le figure femminili che spesso riempiono le pagine di Francesco e che diventano forme statuarie, tanto da ricordare delle amazzoni o delle dee greche.

“Per me le donne sono simbolo di sensibilità e forza. Pe questo motivo le ritraggo sempre libere nello spazio o circondate da forme fluide e quasi mai in compagnia di un uomo”, scherza.

credits Francesco Moretti

L’energia dei disegni di Francesco è anche in gran parte ispirata dalla musica, che è presenza costante della sua quotidianità e, molto spesso diventa, soggetto delle illustrazioni, come ad esempio nel fumetto Cibo per Mosche.

“Sono un gran appassionato di flamenco, bossa nova, soul, jazz, hip-hop, techno e tanti altri generi che suono e mixo con i miei soci della Rhythmical Archives”. A ben pensare, la musica è un susseguirsi serrato di suoni e di silenzio, un po’ come i bianchi ed i neri che si alternano nei disegni di Francesco.

credits Francesco Moretti

Chiedendo quale fosse, appunto, la scelta stilistica rispetto all’uso che Francesco fa dei colori – o meglio rispetto alla loro assenza – ironizza: “Mi ricordo che alle scuole medie avevo 8 in creatività e 5 in sensibilità cromatica. In realtà faccio fatica a distinguere alcuni colori scuri. Quando giochiamo a biliardo vedo nera una palla che invece è viola scuro. Allora gli amici giù a far battute!”.

Indagando su quali siano i progetti per il suo futuro prossimo, Francesco risponde: “Sicuramente c’è ancora tanta voglia di continuare a partecipare a festival ed eventi. Intendo conoscere e farmi conoscere. Ho avuto la fortuna di avere fra i mei più cari amici artisti, musicisti e tatuatori. Ci si sostiene a vicenda, ci si influenza e si cresce, ma soprattutto ci si diverte”.

 “Ci sono dei momenti in cui sei stanco morto dallo stare ore ed ore seduto ad un banchetto, magari anche al caldo.” – continua sicordando le sue esperienze ad uno di questi eventi – “Poi però ti ritrovi alla fine del festival ad avere bevuto e mangiato gratis, ad avere conosciuto gente splendida e ad avere condiviso con altre persone come te una storia da raccontare”.

credits Francesco Moretti

Francesco è così: un ragazzo della “Terra di Mezzo” – come lui stesso definisce Pesaro – con le idee chiare, che allo stesso tempo si diverte e sa far divertire attraverso la musica, il disegno e la condivisione di esperienze.

E lasciando il refrigerio dell’aria condizionata dello studio per il caldo torrido di una serata di fine giugno, saluta regalando il suo sticker dell’Omone Tatuato che ormai è diventato un po’ il suo marchio di fabbrica. “Mi somiglia? Forse. Vorrei essere come lui? Può darsi. Vorrei i suoi tatuaggi? Certo!”, sorride.

credits Francesco Moretti

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