VEDO A PIXEL : LA DE-STRUTTURAZIONE DELLA REALTA’ E DEL’IMMAGINE

Il nome d’arte Vedo a Pixel rappresenta lo stesso processo creativo che sta dietro alla produzione di Alessandro: “Il pixel è la parte più piccola dell’immagine che l’occhio percepisce. Scomponendo l’insieme nei suoi elementi ed assemblandoli puoi in maniera differente, si dà forma ad altre immagini che assumono un nuovo significato”.

Alessandro, dunque, attraverso il suo lavoro, sovverte il reale tramite la tecnica della fotocomposizione. Lui stesso racconta: “La realtà in cui viviamo, la maggior parte delle volte non mi soddisfa, è preda di schemi fissi e ripetitivi che non lasciano spazio all’introspezione, soffocando il pensiero e annichilendo la ricerca su ciò che rappresenta per ognuno di noi.”

La realtà viene dunque disintegrata e ricreata il con un processo che lega passato presente e futuro. “Sono affascinato dalla fisica quantistica, dall’idea di sovrapposizione di diverse realtà temporali. Parto dunque dalle immagini preesistenti (passato), le scompongo (presente) e le assemblo caricandole di un nuovo significato (futuro)”.

A questa ideologia si lega anche la filosofia orientale, in particolar modo cinese, che si concentra sul concetto di mutamento. “Gli eventi sensibili sono una proiezione delle cose sopra-sensibili” – spiega Alessandro – “le immagini dunque sono un manifestarsi delle idee. Mettendo assieme immagini diverse in un nuovo contesto, si viene a creare qualcosa di nuovo che prima non esisteva”.

Il concetto di vuoto e rinascita si manifesta in molti dei paesaggi post-apocalittici o catastrofici di Alessandro dove l’assenza e le rovine di un passato che non c’è più si legano a simboli di rinacita, come ad esempio una gazzella o un fulmine.

credits Alessandro Rossini

La volontà di Alessandro di cambiare la realtà esistente si manifesta non solo attraverso i suoi paesaggi, ma anche tramite l’impegno nel sociale: “Collaboro con l’associazione Gaza is Alive, un progetto internazionale di cooperazione e sostegno rivolto soprattutto ai giovani palestinesi, ma che opera anche in Italia, con lo scopo di sensibilizzare le persone nei confronti del conflitto che vede contrapposti israeliani e palestinesi. A ciò è in particolar modo legata l’immagine di mia produzione in cui le figure di Netanyahu e Hitler si sovrappongono. Come indica anche la scritta ‘The same old shit’, anche in questo caso siamo di fronte ad un ripetersi della storia, nel ciclo infinito di poteri che non cercano l’incontro ma lo scontro a discapito della sofferenza di intere popolazioni”.

L’interesse di Alessandro nei confronti del tessuto sociale e culturale emerge in tre delle immagini alle quale è particolarmente legato: Fallen World, Go Away e Money, Power Souless. Nella prima, una mano con al centro l’occhio, rappresentazione del potere, viene “strangolata” da un serpente, simbolo del peccato originale, mentre tenta di raggiungere una farfalla. In Go Away, un uomo con la pelle colorata in tessuto mimetico e la testa di mina, si staglia di fronte ad un paesaggio urbano soffocato da nubi che appaiono tossiche. Nell’ultima immagine, un cuore metallico, invece di pompare sangue, produce fumo e fuoco e diventa simbolo del capitalismo che si fa motore della società.

Fallen World credits Alessandro Rossini

Go Away Alessandro Rossini

Money, Power Souless credits Alessandro Rossini

Parlando dei suoi progetti futuri, Alessandro commenta: “Vorrei approfondire il concetto di subvestising, producendo locandone che rimandano a marchi famosi, scomponendone il significato facendone assumere uno nuovo di forte impatto sociale e provocatorio”.

Ed ecco che Vedo a Pixel riesce nell’intento di darci una scossa, a lanciare un messaggio tramite un calcolato gioco di de-strutturazione e ricostruzione della realtà che ci circonda, immagini che quotidianamente vediamo in televisione, sui social o semplicemente per strada su un cartellone pubblicitario. D’altronde ‘Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma’ (cit. Antoine Lavoisier).

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