ARTWORK OF HELL: IL VALORE DEL DOLORE

La produzione artistica di Elia nasce e si sviluppa da un passato travagliato, fatto di ostacoli: “Sono cresciuto con una mamma che soffre di depressione, non è facile non avere un punto di riferimento. Per me l’arte è stata un secondo genitore, una confidente che mi ha permesso di buttare fuori il mio dolore e, allo stesso tempo, una presenza rassicurante che mi è stata costantemente vicina.” – racconta – “Io stesso sono caduto in depressione che è sfociata in forme di autolesionismo ed anoressia. Tuttavia, matite e pennelli erano sempre lì accanto a me, come una guida, una lanternina nei momenti più bui”.

credits Artwork of Hell

Lo stesso nome d’arte usato da Elia, ArtWork of Hell, assume un importante valore simbolico e diventa una specie di filo conduttore che passa attraverso le sue immagini. Infatti, spiega: “Ho voluto creare un gioco di parole fra la parola hell ed Elia. In realtà all’anagrafe sono Elisa, ma non mi piace essere catalogato sotto un genere, perciò ho scelto di farmi chiamare Elia, un nome che può avere sia una declinazione femminile che maschile. Tra l’altro Elia ha un suono molto simile ad hell, ovvero inferno, quello interiore con cui ho combattuto e contro cui combatto tutt’ora”.

Il concetto di dolore e sofferenza si esprimono nelle immagini di Elia attraverso figure senz’occhi, dalle fattezze spesso distorte o allungate. “Da sempre l’iride è associata al concetto di anima, perciò gli occhi sono la prima cosa che guardo nelle persone.” – continua – “Dagli occhi si possono capire le emozioni della gente. Beh, i miei personaggi non hanno l’iride perché o hanno troppe emozioni da poter essere espresse attraverso due semplici pupille, oppure hanno finito per non averne per niente”.

credits Artwork of Hell

Tuttavia, la produzione di Elia non è una semplice manifestazione di uno stato interiore, ma un voler avvicinare le persone a delle condizioni che il più delle volte si vogliono mettere da parte o nascondere.

“Vorrei sensibilizzare le persone ad abbracciare il dolore e guardare quello degli altri. Nel mondo egoistico e frettoloso in cui viviamo, spesso non ci si accorge né di quello che chi ci è vicino sta passando, né di quello che a volte noi stessi passiamo. Spesso si tratta di una realtà scomoda che si vuole sopprimere o dimenticare. Tuttavia, la sofferenza permette di crescere, di evolversi, di creare qualcosa di nuovo”.

credits Artwork of Hell

Come Elia stesso spiega, l’ispirazione per le sue opere proviene da una costante analisi interiore, ma anche dall’osservazione di gesti ed espressioni quotidiane “come una lacrima su il volto di un passante o la fragilità di un viso sconosciuto. Voglio evidenziare quegli aspetti della normalità che a volte non vogliamo vedere”.

Parlando dei suoi progetti futuri, Elia commenta: “Voglio continuare a sperimentare, a fondere tecniche e stili fino a vedermi rispecchiato in ogni singola parte del mio lavoro. Allo stesso tempo, vorrei cercare nuove forme espressive attraverso le quali dare un messaggio di impatto alla gente, facendogli aprire quegli stessi occhi che molto spesso mancano nei miei dipinti”.

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