ANDREA MANTANI: LA RISATA DEL GROTTESCO

Quello che salta subito all’occhio nella produzione di Andrea Mantani è la matericità plastica, quasi scultorea, delle sue immagini che distorcono ed estremizzano le figure. “Sono sempre stato interessato al grottesco, non tanto perché sia un appassionato del senso dell’orrido. Piuttosto, quello che mi attira del grottesco è il modo in cui riesce a coniugare in sé umorismo e mistero. Mi piace creare qualcosa di talmente brusco ed estremizzato che risulti quasi ridicolo e pertanto faccia ridere”, racconta.

Non a caso, una delle più grandi fonti di ispirazione per Andrea sono i racconti di Dino Buzzati, grande maestro del realismo magico. Anche il colore gioca un ruolo fondamentale nelle sue illustrazioni andando a valorizzare il disegno con effetti quasi surrealisti. “Sono sempre stato attirato dai colori vivaci,” – spiega – “mi colpiscono quasi in maniera viscerale. Se ripenso a quando ero un ragazzino, mi sono sempre vestito con colori sgargianti tanto da  andare a scuola con una scarpa diversa dall’altra”.

credits Andrea Mantani

“Non sono mai stato uno di quei bambini che da grande sognava di fare l’artista.” – continua – “Ho sempre disegnato per conto mio, ma sono cresciuto nell’ambiente riccionese che spesso ti fa credere che quello artistico non sia uno stile di vita percorribile, o che possa portare a risultati concreti”. Andrea, infatti, si laurea in ingegneria, ma poco dopo aver iniziato a lavorare si accorge che non era la sua strada: “Non avevo molto in comune con i miei colleghi. Alla macchinetta del caffè si parlava, ad esempio, delle ultime app uscite per gli smartphones, ma io ne non ero minimante interessato”.

Decide così di lasciare tutto e di buttarsi in una nuova avventura riuscendo ad entrare all’ ISIA di Urbino, dove si laureerà  nei prossimi mesi. “Qui la mia vena artistica è esplosa. Sono circondato da persone che mi stimolano in continuazione attraverso scambi di idee e collaborazioni. Ho tirato fuori una parte di me che è sempre stata presente, ma in maniera marginale e che ora sento appartenermi appieno”.

Proprio da questa esperienza, nascono due progetti a cui Andrea è particolarmente legato. Il primo è un murales realizzato assieme al suo coinquilino Edoardo Marconi in una scuola presso il comune di Brenzone sul Garda, rappresentante le tradizioni locali e  raffigurante la transumanza del bestiame. “È stata una vera e propria sfida,” – spiega – “ma allo stesso tempo qualcosa di estremamente stimolante in quanto mi sono dovuto mettere in gioco per creare qualcosa diverso dal solito. Innanzitutto, dovevo lavorare con campiture piatte di colore, quando io generalmente utilizzo le matite e lo sfumato. Poi si trattava di un lavoro realizzato a quattro mani che doveva portare ad un risultato finale che, nonostante le nostre differenze artistiche, apparisse coerente e continuativo nel suo insieme”.

credits Andrea Mantani & Edoardo Marconi

Sempre alla sua esperienza all’ISIA è legata la collaborazione al bimestrale Tatanka, un’autoproduzione bimestrale ideata dagli studenti della scuola stessa alla quale nel tempo si sono uniti anche artisti esterni. Sia l’idea che il nome sono ispirati alla tradizione degli Indiani d’America di dipingere sulle pelli dei bisonti gli avvenimenti più importanti accaduti nel corso dell’anno. “Credo che in una società tempestata di notizie, che girano velocemente sui social, sia facile dimenticare quello che è davvero importante. Attraverso i nostri poster vogliamo fissare nel tempo quello che ci accade intorno e darne una visione oggettiva”.

Andrea Mantani per Tatanka

Parlando dei suoi progetti futuri Andrea racconta: “Vorrei diventare un illustratore di libri per bambini. Al giorno d’oggi ci sono molte storie che trattano temi importanti attraverso un linguaggio comprensibile anche ai più piccoli bambini vivono in un mondo che devono scoprire, e alcuni argomenti, come gli imprevisti che può riservare la vita, non sono facili da trattare a parole. Coni libri illustrati è possibile donargli alcuni strumenti per poter crescere senza dover sconvolgere la loro ingenuità.” – continua – “Inoltre, sono affascinato dal modo che hanno di vedere il mondo, privo di condizionamenti e  di pregiudizi. Quello che forse vorrei dire alle persone è proprio questo, di non aver paura di quello che non si conosce o non si capisce. Se possibile, vorrei anche suggerire a tutti di disegnare, senza pretese, perché è un ottimo metodo per capirsi e riscoprirsi”.

credits Andrea Mantani

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