VIOLA BARTOLI: ILLUSTRAZIONE E LETTERATURA A COLAZIONE

“Ho sempre avuto un’attrazione naturale nei confronti della letteratura e del disegno.” – racconta Viola Bartoli – “Mio fratello fin da ragazzino divorava libri su libri; e mia madre, che è molto brava a disegnare e mi mostrava come si disegnavano i volti”. Si può affermare, pertanto, che Viola abbia unito nella sua produzione l’amore per la parola e quello per il disegno con l’intento di dare una rappresentazione visiva alla scrittura.

“Un buon libro è già di per sé un’opera d’arte, ma se a quello stesso libro ci aggiungi delle immagini di qualità che rispecchino e si integrino con il racconto, allora diventa favoloso”, continua. Viola inizia il suo percorso al PERF di Urbino, dove si avvicina all’illustrazione, in particolar modo a quella per bambini. “Sono molto affezionata ai miei primi progetti realizzati in quel periodo. Il PERF per me è stato un calderone di stimoli e vedere concretamente su carta le mie idee è stata una grande soddisfazione”.

credits Viola Bartoli

Gradualmente, Viola si stacca dall’illustrazione per bambini e si avvicina al mondo dei racconti e dei libri illustrati. Nel 2016 collabora con il magazine letterario fiorentino The FLR, una rivista che combina testi di alta qualità ad una grafica di livello, per il quale Viola realizza le illustrazioni del primo numero basato sul tema dell’invasione.

credits Viola Bartoli

Successivamente si dedica all’autoproduzione A Seguire Ghepardi, realizzata per il collettivo Incubo alla Balena. Si tratta di una storia fatta solo di immagini, in cui due arlecchini, uno blu e uno rosso, inseguono un ghepardo compiendo gesti speculari, tanto che le due immagini contrapposte sulle pagine sembrano quasi una il doppione dell’altra, ma a ben guardare si possono notare delle piccole differenze. Alla fine del libro l’arlecchino blu e quello rosso si fondono a formare una massa viola, a ricordare, appunto, il nome della Bartoli.

credits Viola Bartoli

Nell’autoproduzione Rosso dal Finestrino a predominare, come si può evincere già dal titolo, è il colore rosso. Anche qui, una coppia di ragazzi ed una di cani si contrappongono sulla pagina aperta e pian piano lo spazio bianco del foglio su cui scorrono le parole del racconto si riduce fino ad essere completamente sostituito dal rosso. “Si tratta di una storia che parla del senso di colpa, per questo motivo il colore rosso diventa sempre più predominante, proprio perché va a dare una rappresentazione visiva ad un crescendo di emozioni. La storia in sé, invece, è ispirata ad un aneddoto raccontato da un mio professore tanto tempo fa e che ancora mi ronzava in testa, secondo il quale un regista – se devo essere onesta ora non ne ricordo il nome – avrebbe deciso di percorrere quella carriera perché affascinato da un’immagine vista durante un viaggio in treno, in cui dei ragazzi che giocavano intorno ad un falò avrebbero spinto accidentalmente uno di loro nel fuoco”.

credits Viola Bartoli

Le illustrazioni di Viola rapprendano sempre scene legate alla realtà, dal sapore quasi Hopperiano. Anche la sua ultima produzione Macchina Gialla tratta la semplice storia di tre traslochi. Ogni casa è descritta con colori diversi, che stanno proprio a rappresentare le diverse esperienze vissute in ciascun posto. Gli interni sono trattati in maniera dettagliata dando a tutte le abitazioni un’immagine reale di vissuto. “Quando disegno sono molto metodica, mi piace sempre pensare ai minimi particolari delle mie ambientazioni, ad esempio che tavolino potrebbe avere il protagonista, dove potrebbe appoggiare la giacca o se ha uno stereo in camera”.

Anche il colore assume un ruolo importante nella produzione di Viola, adattandosi e modificandosi in accordo con il racconto: “Non saprei dire se ho trovato un mio stile. In realtà cerco sempre di plasmarlo sulla storia, in modo tale che l’immagine sia speculare al testo. Mi son sempre piaciuti i libri in cui illustrazione e racconto diventano l’una il valore aggiunto dell’altra. Mi ricordo, ad esempio, che da piccola era stato regalato un libro chiamato l’Alfabeto della Saggezza dove ad ogni lettera corrispondeva un racconto e ad un racconta un’illustrazione. Ho riprodotto i disegni del libro decine di volte e ancora ogni tanto lo sfoglio!”.

credits Viola Bartoli

Viola si laureerà a breve all’Accademia di Belle Arti di Urbino, per la quale sta realizzando il suo ultimo fumetto. Finiti gli studi, si vorrebbe dedicare appieno al nel mondo dell’illustrazione e “realizzare almeno una volta nella vita, una copertina per The New Yorker!”, scherza. Siamo sicuri, Viola, che il tuo talento e la tua dedizione ti permetteranno di realizzare i tuoi progetti e visitare New York non solo come turista!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...