JATO: IL WRITING E’ CURIOSITA’, LA CURIOSITA’ CONSAPEVOLEZZA

Jato descrive il Writing come uno stimolo di crescita personale che continua ad aprire porte verso nuove esperienze. “Grazie a questa pratica mi sono interessato alla Grafica e all’Illustrazione, alla Pittura, al  Lettering, alla Calligrafia e ai suoi cambiamenti nel corso della storia, dunque al valore e alla struttura della Lettera in sé. Per me il Writing è davvero un qualcosa che mi ha permesso e ancora mi permette di avvicinarmi a tematiche differenti che a primo impatto sembrano non centrare nulla con questo mondo”.

Jato, acrilico su tela

Nel 1996 ad Iglesias, sua città natale, Jato inizia ad approcciarsi al mondo dell’Hip-Hop e del Writing, vedendo i vecchi pezzi di Yoghi, i Bombing di Rsk e Dez, i Throw Up di Gnomo e i pezzi di Nero : “il mio primo maestro, mi ha aiutato a capire i metodi, l’importanza ed il valore di quello che stavo facendo”. Dopo un paio d’anni di bozze e tag nel 1998 dipinge per la prima volta un pezzo.

Jato e Atew, Iglesias

Entra a far della sua prima Crew, la TGA (The Game Art) e circa nel 2000 insieme a 12 amici forma la crew  N2C (Numero 2 Crew). “Il nome deriva dalla palestra dove giocavo a basket e dove uscivamo ogni giorno, e che tutt’ora è un nostro Hall of Fame. Eravamo ragazzi delle superiori affascinati dall’Hip Hop e che, ognuno attraverso la sua disciplina, sfogavano la loro irrequieta energia in modo creativo e positivo, in maniera un poco inconsapevole ma assolutamente spontanea. Un periodo speciale e irripetibile. La N2C nel 2007 si è dissolta e trasformata in Underground Solution, mia Crew attuale, alcuni membri hanno smesso e altri si sono aggiunti, ma alla fine siamo sempre noi, gli amici di una vita. E’ una Crew che abbraccia tutte le discipline dell’Hip Hop, e in maniera più ampia un collettivo dove chiunque voglia dare un contributo è bene accetto, anche se non pratica o non pratica più nessuna disciplina HH. Ad esempio Davide Saba, amico e pittore secondo me potentissimo, fa parte della famiglia. Al momento i membri della Crew sono MC Tes (il 27 esce il disco nuovo, procuratevelo perchè merita tantissimo), Atew, Nero, Su Raìs, Dj Admi, B.Boy Boogie, CFP, GBK, Robot Films, Mono ed io.”

Matz, Atew, Jato, Idea, Nero, Jilos, Cagliari

Durante il periodo dell’università si trasferisce a Rimini, dove entra a far parte dell’Associazione di Promozione Sociale Romagna in Fiore che descrive come una seconda famiglia. “Grazie all’Associazione, dopo anni di sforzi, abbiamo avuto modo di ottenere dei muri sui quali lavorare e far dipingere chi lo desideri, e da 11 anni collaboriamo con Comuni, Enti e  Associazioni per progetti di riqualificazione urbana, murate, mostre, eventi e corsi per i ragazzi. Ogni volta che possiamo organizziamo la Jam autofinanziata La Starpegna, dove diamo spazio a tutti gli artisti locali ed invitiamo ospiti da tutta Italia, per divertirsi e far festa tutti assieme. La cultura del Writing è un qualcosa che ha una forte componente autoreferenziale, perché nasce proprio dall’idea di scrivere il proprio nome lasciando un segno tangibile del proprio passaggio senza però metterci direttamente la faccia, secondo un codice comprensibile in pieno solo da chi la pratica. La sua presenza nel tessuto urbano è importante, perché finché c’è qualcuno che lo fa significa che c’è qualcuno che ha qualcosa da dire, a partire dalla semplice affermazione “esisto e sono stato qui”. I muri puliti sono sempre sinonimo di un popolo muto o sotto dittatura”.

Jato per Biennale del Disegno, Rimini
Romagna in Fiore, Forlì

Tuttavia, Jato precisa come sia importante che il Writing mantenga quella componente underground che l’ha generato e da cui trae linfa vitale, senza diventare qualcosa di commerciabile e valutabile solo a livello monetario, in modo da continuare ad essere una forma libera di espressione. “Bisogna cercare un certo tipo di equilibrio fra le cose. Non posso negare che a me gli equilibri piacciono. Anche il mio pseudonimo si rifà ad un concetto di equilibrio disequilibrato, se così si può dire. D’altronde in italiano lo iato è un susseguirsi di vocali consecutive che a primo impatto sembrano stridere, ma in realtà hanno la loro musicalità”.

Jato, Forlì

“Non voglio fare del Writing la mia professione,” – continua – “si tratta di una mia passione, di qualcosa che faccio per me e voglio che rimanga tale, una semplice e pura forma di espressione del mio io, che porta guadagni ben più importanti, non quantificabili in mero denaro, che finirebbe solo per corromperne l’essenza. Sono molto interessato, invece, a cercare di lavorare con il Lettering, la Grafica, la Pittura e più in generale le lettere e la  creatività,  portando avanti il brand di vestiti per B.Boy fondato con la mia compagna, Bottega Prama, e come freelance”.

Jato

Jato continua a raccontare del suo fascino nei confronti della parola e delle lettere, nella fusione del loro potenziale estetico e funzionale: “La Lettera non è altro che una rappresentazione grafica di un fonema, tuttavia, anche se la struttura  è una ed una soltanto, la forma che le dai può comunicare sensazioni differenti ed assumere valori estetici e comunicativi  opposti, anche se si sta scrivendo la stessa parola. Forse proprio per questo quando progetto uso più la gomma della matita, il mio è un percorso di continua ricerca e sperimentazione, il semplice cambio di una piccola angolazione o di una linea può stravolgere completamente l’effetto finale, è veramente divertente sentirsi un Don Chisciotte che combatte contro il mulino a vento dello stile perfetto”.

Jato, acrilico su tela

Autocritica, ricerca e curiosità sono alla base del lavoro di Jato che spiega: “Quello che faccio come Writer lo faccio per me stesso, non mi è mai venuto in mente di realizzare qualcosa che dovesse piacere in primo luogo agli altri. Si tratta di una sfida personale in cui io sono arbitro e giudice, unito chiaramente alla ricerca di critiche costruttive. Questa specie di auto-autoritarismo è, entro certi limiti, accettabile, ti mantiene umile e ti porta a continuare a studiare e a metterti costantemente alla prova con te stesso ed i tuoi limiti. D’altronde, come spiegavo prima, il Writing ha una forte componente di ego, che in generale è un po’ come una fiammella guida che ti spinge a continuare a vivere e a creare. E’ vitale che non si spenga mai. Tuttavia, bisogna fare attenzione a non buttare troppa benzina su quella fiammella, altrimenti si finisce per bruciare il proprio talento e a diventare persone sgradevoli”.

Jato, Milano

“Se dovessi dare un consiglio ad un giovane di oggi, ma anche al me stesso più giovane,” – risponde alla domanda – “sarebbe quello di perseverare nel fare le cose che ti fanno vibrare dentro, che ti stimolano. Se insisti in ciò che ti appassiona, per forza ne uscirà qualcosa di buono, anche se magari totalmente diverso da ciò che ti aspettavi. Non farti spaventare dalle inevitabili difficoltà all’apparenza insormontabili ma nei fatti passeggere. Ma soprattutto, è  necessario rimanere curiosi. Mi piacerebbe un giorno leggere una Costituzione fondamentale della Scuola con all’Art.1 la frase “Insegnate ai bambini ad essere curiosi.

“La curiosità porta spontaneamente allo studio e alla conoscenza, la conoscenza alla consapevolezza, ed una volta che sei consapevole delle cose, è più difficile farsi fregare ed è più dura fare i furbi, e forse la società sarebbe un poco migliore rispetto a come è ora”.

  

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