GIULIA DALL’ARA: LA “PANCIA” LUDICA DELL’ARTE

Il modo di lavorare di Giulia Dall’ara ha origine dalla “pancia”, come lei stessa la definisce, ovvero dalla parte più istintuale ed immediata del proprio io.

“Sono un’amante del cinema e dell’arte, penso siano la fonte più importante di stimoli da cui partire per una riflessione personale. Poter attingere alla sintesi dei ‘Grandi’ per poter arrivare, con il tempo, a una sintesi personale. Il pericolo è appesantirsi di giudizi. Spesso auto giudizi. Sono molto severa con me stessa, per questo credo sia prezioso mantenere una parte ludica e di casualità nell’approccio alle immagini. Concedersi di sorprendersi e di godere di ciò che si produce. Eliminare il carico di aspettative a cui spesso si è vincolati, ma non eliminare i dubbi. Anche questi sono una spinta a continuare, a non fermarsi. è importante mettersi sempre in discussione. Se non avessi dubbi mi spaventerei”.

credits Giulia Dall’ara

“Nella vita sono stata affascinata da moltissimi artisti che hanno segnato ognuno in modo diverso il mio immaginario. Uno su tutti John Cage, con la sua composizione 4.33 Il silenzio. Sperimentatore per eccellenza! Un silenzio che non è silenzio e uno spartito vuoto che è tutt’altro che vuoto. Il suo partire da concetti enormi spolparli, arrivare a una sintesi e restituirli con una semplicità vicina al gioco. Con non poca irriverenza dal mio punto di vista.”, racconta.

“Nella musica, nella scrittura, nella pittura lo spazio vuoto ha un peso, tanto quanto l’immagine. Mi accorgo che nei miei lavori è una presenza importante e ricorrente. Per quanto ami le illustrazioni piene e a volte mi sforzi anche io a riempire la pagina, arrivo sempre a un punto in cui mi devo fermare e lasciare del bianco, del silenzio, del respiro.”

Il processo creativo di Giulia deriva da un percorso che mira a spogliare l’idea di “errore” da ogni preconcetto dando invece valore all’istintualità del gesto. “Per tanti anni ho ricercato la perfezione nel segno.” – spiega – “Questo perché avevo alle spalle tutta l’esperienza legata all’arte figurativa ed iperrealistica del Liceo e dell’Accademia. Probabilmente a causa di ciò, quando sono entrata all’ISIA per un lungo periodo ho eliminato il colore dalla mia produzione per concentrarmi sulla sintesi, sul valore della gestualità libera da ogni condizionamento”.

credits Giulia Dall’ara

Con il tempo, poi, Giulia è tornata a reintrodurre il colore inserendolo attraverso una gamma limitata che include il blu, il rosso ed il giallo di Napoli. Il suo genio sta anche in questo, nel riuscire a comunicare e a raccontare attraverso una sintesi dell’immagine svincolata completamente dal disegno e attraverso l’utilizzo di una tavolozza che riduce il colore al mimino. Non per questo la sua produzione perde di potenza, anzi, è proprio tramite la sua immediatezza visiva che riesce ad arrivare direttamente all’osservatore.

credits Giulia Dall’ara

Giulia continua a raccontare di come solitamente parta creando degli schizzi realizzati con il pastello per poi riportarli successivamente in tavole ad acrilico. “Del pastello apprezzo soprattutto il fatto di non avere mai il perfetto controllo del segno, il quale rimane comunque in qualche modo sporco, grezzo. Ecco, forse questa è una cosa che vorrei avessero insegnato a me da piccola e che cerco di insegnare io ai bambini durante i miei workshops: Il valore dell’imperfetto. Nell’arte non c’è il bello o il brutto, giusto e sbagliato, l’errore non esiste. Ad avere importanza è solo quello che hai vuoi mostrare, senza che per forza la tua visione delle cose sia imprigionata da termini o canoni di paragone”.

credits Giulia Dall’ara

La potenza dell’arte come strumento di comunicazione mutevole e camaleontica si esprime appieno attraverso l’altra grande passione di Giulia: l’animazione. Al momento, fra le altre tante cose, sta eseguendo un tirocinio collaborando al film di animazione Sogni al Campo di Mara Cerri e Magda Guidi; inoltre, nel futuro prossimo c’è anche l’idea di creare un collettivo e di realizzare animazioni “ad otto mani” con le sue ex compagne di ISIA.

“Se ami la pittura, penso che non ci sia niente di più bello che vedere trasformato il tuo prodotto in qualcosa di dinamico. Attraverso questa tecnica ho la possibilità di raccontare storie senza dover per forza condensare tutto in un’unica immagine. Inoltre, dell’animazione amo proprio il fatto che posso far diventare il tutto nel contrario di tutto e poi nel tutto ancora, lasciando alla mia creatività uno spazio che va oltre i confini del foglio”.

credits Giulia Dall’ara

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