ALESSANDRO VANGI: REALTA’ ACIDA

Le immagini di Alessandro catapultano lo spettatore in un mondo psichedelico, distorto, allucinato, caratterizzato da colori acidi ed oggetti totalmente stravolti.

“Mi sono avvicinato a questo tipo di rappresentazione delle cose durante gli ultimi anni delle superiori. Ho iniziato ad interessarmi alla meditazione e dunque al concetto di alterazione dello stato di coscienza in tutti i suoi aspetti”.

credits Alessandro Vangi

Quello che Alessandro riporta su carta è una condizione di espansione dell’io volto alla valorizzazione del quotidiano tramite l’esaltazione di altri punti di vista sulla realtà. “D’altronde anche la vita è un sogno, un viaggio.” – spiega – “Ogni persona che incontri, ogni esperienza che vivi, ogni storia che ti raccontano ha un valore nella costruzione della tua interiorità e dunque nel modo in cui ti rapporti con gli altri e con quello che ti circonda. In questo risiede la sacralità del quotidiano”.

credits Alessandro Vangi

Il concetto del “sacro” è spesso riportato nelle opere di Alessandro attraverso immagini di templi o divinità messi al centro di due figure speculari. D’altro canto, centralità e specularità sono tematiche ricorrenti in tutte le simbologie sacre, dal cristianesimo all’induismo.

credits Alessandro Vangi

“Vorrei che si desse più importanza ai propri sogni, alle proprie fantasie. I mondi che io creo sono quelli che immagino. Spesso la vita prende il sopravvento e si viene trascinati dalla noia, dalla monotonia e dal grigiore della vita che io cerco di spezzare attraverso quello che faccio”.

Ecco che dunque Alessandro decontestualizza gli oggetti, proprio come nei sogni, moltiplicandoli e offrendo una visione stupita della realtà. Non a caso, spesso nelle sue opere sono ritratti protagonisti delle fiabe o dei cartoni animati, ovvero di mondi quei fantastici verso i quali perdiamo la meraviglia crescendo.

credits Alessandro Vangi

Le realtà che creo sono sempre ispirate da qualcosa che fa parte di quotidiano, come un testo di una canzone, un film, oppure una semplice pianta, che distorco trasformando l’immagine in qualcosa di completamente innaturale. Solitamente parto dal soggetto principale per poi realizzare lo sfondo attraverso la moltiplicazione di forme e linee”.

Grazie a questa tecnica, Alessandro dunque trascina lo spettatore in un loop visivo esaltato dall’utilizzo di colori acidi, spesso in stridenti, dando vita a rappresentazioni della realtà alterate dal sapore visionario.

credits Alessandro Vangi

“Penso che sia giusto dare un’espressione a tutti i pensieri dell’uomo, dal più semplice al più psichedelico. Non esistono idee o sensazioni banali in quanto le stesse sono un simbolo del sentire che ti fa capire, per l’appunto, di essere umano. Per questo credo che sia importante esaltare visivamente anche le piccole cose cercando di mostrare nel processo creativo il concetto stesso di immaginazione”.

credits Alessandro Vangi

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