JOHANNA INVREA: CONTAMINAZIONE DEL REALE O REALE CONTAMINATO?

“La contaminazione per me è un qualcosa di indispensabile, uno strumento che ti permette di trascendere dalle logiche classiche, combinandole fra di loro per creare nuovi linguaggi”, spiega Johanna.

Nella sua produzione, questo concetto si manifesta sotto diversi aspetti, sia attraverso la collaborazione con altri artisti, che sul piano estetico, formale e concettuale tramite il dialogo fra di tecniche e tematiche.

credits: Johanna Invrea

Ecco che allora le modelle e modelli di Johanna diventano forme umanoidi vestiti con tessuti digitali, oppure gli oggetti digitali acquistano una matericità oggettiva, reale, in una ricerca estetica che produce un contesto iconografico quasi ancestrale, viscerale.

credits: Johanna Invrea

“Mi è sempre piaciuto lavorare su più fronti.” – continua – “Mentre studiavo Industrial Design, mi sono avvicinata spontaneamente al mondo della fotografia e del video making, sperimentando con il glitch e gli interventi digitali. Contemporaneamente, ho incontrato Saura della Bottega Vignoli e sono rimasta affascinata dalla sua tecnica di riduzione del rame che a livello stilistico ricorda i materiali e le texture digitali con i quali stavo sperimentando in quel periodo. Ultimamente, sto lavorando sul mondo della moda, inteso a livello concettuale come contesto che permette di scandagliare diverse tematiche facendo incontrare le arti, come ad esempio la musica e la scultura”.

credits: Johanna Invrea

Il lavoro di Johanna, dunque, si è sempre svolto su più livelli, tuttavia due tematiche rimangono centrali nella sua produzione: il corpo umano ed il paesaggio. Entrambi vengono arricchiti attraverso l’uso di tecniche digitali creando una linea impercettibile fra ciò che è reale e ciò che non lo è, tirando fuori da ciò che ci circonda una realtà altra, surreale per l’appunto.

“Non sono molto interessata al reale, o meglio per me la realtà è un punto di partenza.” – spiega Johanna – “Ciò che già esiste è un qualcosa di oggettivo, osservabile e condivisibile da tutti. Il surreale, invece, è molto più nascosto. Si tratta di una discesa nella propria interiorità che comporta un grande sforzo interpretativo affinché ciò che si percepisce soggettivamente possa essere portato all’esterno e reso visibile agli altri”.

credits: Johanna Invrea

Proprio a questo concetto è legato uno dei progetti ai quali Johanna è più affezionata, il film Surreal Italy. Si tratta di un viaggio quasi dal sapore dantesco nel paesaggio italiano che nasce da una necessità personale di conoscenza immersiva e meditativa del proprio territorio. Johanna è esploratrice, regista, cameraman e direttrice al tempo stesso. Il percorso inizia dal sottosuolo in grotte attraversando I diversi stati e strati della materia fino ad arrivare a riprese aeree in un’elevazione quasi orfeica della realtà e dell’io.

“Ho voluto vivere in prima persona il viaggio onirico del progetto alla scoperta di un’Italia nascosta, quasi esotica. Anche per questo motivo, non ho voluto utilizzare droni per le riprese aeree, ma ho preferito salire fisicamente su un ultraleggero”.

credits: Johanna Invrea

La ricerca di Johanna è in continua mutazione, soprattutto nella scoperta di nuovi linguaggi e nuove forme espressive. “Sono molto curiosa di vedere come si evolverà, per esempio, nel futuro l’utilizzo di Instagram nel contesto di rielaborazione dell’immagine tramite l’uso del digitale. Non parlo di filtri, ma proprio di interventi di post-produzione anche su immagini scattate con un semplice telefonino. Inoltre, ultimamente mi sono interessata all’impatto che l’uomo ha sull’ambiente. Sto ricercando dei linguaggi per affrontare questo discorso evitando di utilizzare i soliti cliché cercando di sviluppare più il contesto concettuale. Sicuramente, poi, ho intenzione di iniziare a produrre qualcosa di più ‘luminoso’, meno legato alle tematiche del sotterraneo che ho già affrontato in precedenza”.

credits: Johanna Invrea

“Se dovessi dare un consiglio ai giovani artisti,” – conclude – “sarebbe proprio quello di essere coraggiosi, di non avere paura di quello che non si conosce o che si pensa non sia nelle proprie corde. Ad esempio, non avrei mai immaginato di avvicinarmi al mondo del metal prima di conoscere Void. L’andare oltre i propri limiti, la propria comfort-zone, fa parte di un progetto di crescita che ripaga arricchendoti dal punto di vista sia creativo che personale”.

Johanna Invrea collab with Void

website:  johannainvrea.com

instagram: @iranacredi

teaser Surreal Italy: https://vimeo.com/249419860

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