MARIKA BANCI: VALE ANCORA LA PENA PARLARNE

“Più parlo con le persone del femminismo più mi rendo conto che c’è la necessità di continuare a parlarne.” – spiega Marika – “Si potrebbe discutere che noi donne oramai abbiamo raggiunto in molte cose la parità dei diritti, ma quando poi si guarda alle statistiche ed ai numeri è facile realizzare che in realtà c’è ancora molto da fare. Anche semplicemente l’osservare la faccia di alcune persone quando vengono tratti certi argomenti, spesso mi fa capire che certi messaggi vengono recepiti solo in maniera superficiale e che il sessismo è ancora fortemente radicato nella nostra quotidianità”.

Marika si avvicina al femminismo durante il suo Erasmus a Parigi dove realizza un abbecedario illustrato dove ogni lettera corrisponde ad uno stereotipo legato alle donne. Allo stesso tempo, inizia a collaborare con la rivista Vitamine Vaganti ed approfondisce I suoi studi nell’ambito dell’editoria femminista italiana.

credits: Marika Banci

“Credo che ci sia necessità di dare una svolta al linguaggio che si usa per parlare di questo tema.” – spiega – “Il femminismo si è evoluto ed è cambiato nel coso degli anni, non è più né quello delle suffragette né quello del ’69. Molto spesso si vengono a creare barriere fra le stesse generazioni di femministe che non riescono più a comprendersi l’un l’altra. Un altro grande ostacolo è che il nostro discorso rimane frequentemente rilegato ad una cerchia ristretta di persone senza riuscire ad ampliare il suo pubblico. Penso che un’ottima forma per ovviare a questi problemi sia l’ironia, la sdrammatizzazione delle cose, ed è quello che vorrei fare io: lanciare un messaggio senza risultare retorica”.

credits: Marika Banci

L’illustrazione per Marika è dunque uno strumento attraverso il quale parlare di un contenuto, pertanto il suo stile si plasma e cambia a seconda del tema stesso: “Non credo nelle illustrazioni graziose e nemmeno che il significato delle cose si debba piegare all’estetica. Probabilmente mi costa molta più fatica a variare il mio stile ogni volta, ma penso che sia il messaggio a dover dar senso all’opera e non il contrario”.

credits: Marika Banci

Marika utilizza  l’illustrazione e la grafica per ridisegnare la realtà, cercando di attribuirle un significato diverso che possa arrivare in maniera diretta alle persone. Come lei stessa precisa, il suo processo creativo non si sviluppa in maniera lineare, ma è una spirale continua di idee che si vanno a mischiare a tecniche differenti producendo risultati inaspettati.

“Sono una persona che si annoia facilmente, per questo motivo balzo dal disegno digitale, all’acquarello o alle matite, ed è la stessa ragione per cui faccio molta fatica a prendere ispirazione da opere già vista e preferisco riflettere su quello che invece muta intorno a me. Tuttavia, nella mia produzione un punto fisso c’è ed è quello di voler realizzare qualcosa di socialmente utile. Il mio sogno sarebbe quello di unire la mia passione per la grafica e l’editoria a quella per il design ed aprire una mia piccola casa editrice che possa trattare liberamente ed in maniera diversa le tematiche che tratto tutt’ora”, conclude.

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