PAOLO PAGGI: ELOGIO DELL’ESSERE UMANO

“Credo che l’arte, in tutte le sue forme, serva a creare un dialogo. La creatività permette affrontare argomenti complessi sotto punti di vista inaspettati”, spiega Paolo. Il suo discorso si sofferma, in particolare, sulle tematiche dell’accettazione e dell’accoglienza che passano prima di tutto dalla presa di coscienza del diverso che c’è in noi.

 “Garbage Human Garbage” installazione per l’esposizione “1 Floor” alla Fabrica do Braço de Prata, Lisbona, PT. 2009

Ecco che allora queste difformità si manifestano nella produzione grafica di Paolo in mostri dai visi distorti dal sapore Baconiano che lui stesso definisce dei continui test di Rorschach. “L’illustrazione è una mia valvola di sfogo e tutte le mie immagini partono dal concetto di errore. Macchio la pagina che lascia a sua volta una traccia su quella successiva, spesso non ho neanche un’idea precisa di cosa sto facendo”.

“Il nuovo secolo” – illustrazione 2012

D’altronde la visione che Paolo ha dell’uomo è quella di un essere che è al contempo santo e demone, in una mitizzazione dell’umanità che sa raggiungere picchi elevatissimi e gli abissi più bui.

 ““Il buon fascista” – illustrazione 2011

“Sono un difensore delle cause perse. Credo che siamo tutti orfani della società in cui viviamo, tutti cerchiamo di sopravvivere in questo mare in burrasca, ognuno tentando di costruire la propria bussola alla ricerca di una direzione. Spesso però falliamo e attraverso il fallimento possiamo riscoprire la nostra umanità, in contrasto con la retorica capitalistica del successo a tutti i costi”.

Proprio dallo studio  sul contrasto delle lotte intestine nella  società moderna, nasce gran parte della poetica del duo Fratelli Mangiagrigio dove Paolo con Giacomo Cardoni sviluppano varie performance ed installazioni. In particolare con “TETTEKATODIKE+INFERNO, PURGATORIO, PARADISO (versione breve)” del 2014, un viaggio d’ispirazione dantesca fra inferno, purgatorio e paradiso tra le principali figure che hanno segnato la loro generazione (millenial 1982-2004, come ad esempio Saddam Hussein, Papa Woytila, Steven Spielberg, Steve Jobs fino ad arrivare ai Wu Ming ed il Subcomandante Marcos.

TETTE KATODIKE + INFERNO, PURGATORIO, PARADISO (andata e ritorno, versione breve), performance “La poco divina commedia dei Fratelli Mangiagrigio” by FMG, Scalone Vanvitelliano, Pesaro, IT. 2014
Ph Edoardo Serretti

Sui volti di Paolo e Giacomo, si vanno a sovrapporre quelli dei vari personaggi, mettendo in discussione l’individualità ed il potere mediatico che certi individui possono avere su di noi. Gli stessi artisti si collocano all’inferno, perché, come Paolo spiega: “Stiamo raccontando una verità che è nostra, ma potrebbe essere non condivisibile, addirittura potremmo prendervi in giro. Manipolare un messaggio attraverso delle immagini è una grossa responsabilità che alcune figure chiave della nostra era, nel bene o nel male si sono assunti. Tuttavia, in un mondo fortemente bombardato da immagini e governato dal capitalismo visuale, sono convinto che bisognerebbe ridare un valore eroico a quelle figure che scelgono di essere invisibili, anonime, temporanei fino a decidere di scomparire e ritornare collettività. Ecco perché abbiamo deciso di mettere nel nostro paradiso personaggi che hanno fatto dell’anonimato e del lavoro collettivo i propri cavalli di battaglia”.

I concetti di deterioramento e dissolvenza sono degli elementi chiave di tutta sua produzione riscontrabili sia nelle esposizioni che nelle performances. “Dialoghi sull’autorità”, un’installazione performativa tenutasi a Pesaro, raccoglie in sé quelli che sono tutti gli aspetti del lavoro di Paolo sopra citati.  In questo caso, l’installazione era costruita a seguito degli accadimenti a Fergurson dell’agosto del 2014, dove un poliziotto aveva freddato un  ragazzo afroamericano disarmato. Paolo invitava il pubblico a riflettere sull’autorità attraverso 24 immagini che affrontavano il tema da diversi punti di vista. Immagini che per tutta la durata dell’esposizione potevano essere copiate attraverso l’uso di carta carbone, producendo doppioni autentici, firmati, (che i partecipanti potevano portare a casa), ma modificando copia dopo copia l’immagine originale, che si arricchiva, attraverso i segni del ricalco, più o meno precisi, volontari ed involontari, cambiandone spesso anche il senso e il significato

“Dialoghi sull’autorità” installazione performativa per lo spazio ART della Stazione Gauss, Pesaro, IT. 2015

Nelle mie performances cerco sempre di entrare in simbiosi con il luogo in cui vengono svolte, quasi in un’analisi psicologica del posto. Lo vivo, lo ascolto, lo studio perché credo che il lavoro debba essere pertinente al contesto in cui si svolge”.

A questo proposito, un’esperienza che Paolo ricorda con affetto è quella avvenuta al Perepepè del 2012, di cui è stato membro dell’organizzazione e durante il quale ha avuto modo di conoscere Masako Matsushita ed Irina Baldini con le quali, assieme a Giacomo Cardoni, fonda nell’anno successivo la 4bid Gallery ad Amsterdam. Paolo racconta di come, durante il festival, il lavoro di Lyncoln Diniz, danzatore partecipante alla rassegna, avvenuto in un sottopasso di Pesaro, sia diventato spunto nei mesi successivi al festival per un vero e proprio laboratorio creativo.

 “GEIST DER SCHWERE” spettacolo di danza contemporanea in collaborazione con Masako Matsushita, presentato a SÅNAFEST, Son, NO. 2014

“Una volta al mese ci ritrovavamo in quel luogo portavamo la moka e ci facevamo un caffè, ognuno dei partecipanti poteva proporre una nuova performance o installazione, insomma un cantiere continuo in cui il prodotto era a disposizione di tutti e per tutti. Questa esperienza rispecchia un po’ l’idea che io ho dell’arte, ovvero un ambiente temporaneo e fertile, nel quale la libertà di idee produce un discorso a più voci, collettivo. Ma anche un luogo dove resistere e lottare dedicandosi proprio alle cause perse, immaginando quelle utopie capaci di proiettarci in un futuro più umano“.

 Documentazione della performance di Lyncoln Diniz per “Mitologie Urbane”, progetto di residenza artistica, per Perepe festival alla Fondazione Pescherie Centro Arti Visive, Pesaro, IT. 2012

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