STEFANO REGAZZO: MISURARE LA TEMPERATURA DEL RACCONTO

“Fin dall’infanzia sono sempre stato affascinato dalle copertine.” – spiega Stefano – “In casa c’erano moltissimi libri e riviste, e restavo catturato dal magnetismo di quegli oggetti. Credo che la copertina sia uno degli elementi più importanti dell’oggetto libro, non solo per una questione di marketing, ma perché restituisce la temperatura del libro, come una cartina tornasole”.

Essa infatti, crea un’aspettativa nel lettore, come se dovesse in un qualche modo anticipare e poi rispecchiare l’essenza del testo.

Per questo motivo, la ricerca di Stefano, si concentra prima su una sintesi degli elementi principali del racconto e poi dello stile da utilizzare. Lo stile può apparire un po’ differente da un lavoro all’altro, ma in realtà mantiene sempre una linea guida comune, caratterizzata dalla riduzione di elementi e forme. E questo, sottolinea, non significa che si debba rinunciare ai dettagli perché l’illustrazione possa essere immediata ed efficace. Si tratta, piuttosto, di trovare il giusto equilibro per restituire un’atmosfera.

Lolita, credits: Stefano Regazzo

“Inizialmente mi sono concentrato sulla ricerca di una mia riconoscibilità. Poi ho capito che ciò non era strettamente necessario. Nelle mie illustrazioni permangono degli elementi caratteristici del mio stile, ma si adattano al testo che devo rappresentare restituendone i concetti fondamentali”.

Da poco, sono uscite le sue prime copertine, realizzate per il romanzo Giugno e per il racconto Il dio dei gatti è immortale, entrambi scritti da G. Rota e P. Bontempo, pubblicati con la casa editrice Sperling & Kupfer. Tuttavia, Stefano sogna di spaziare nel campo dell’illustrazione e di produrre anche una sua graphic novel.

cover di Il dio dei gatti è immortale, credits: Stefano Regazzo

Gli elementi ricorrenti delle sue opere, come ad esempio la natura, gli spazi aperti ed i rapporti affettivi, evocano la sfera emozionale di un particolare momento della vita, in cui ormai non si è più bambini e si comincia ad essere ragazzi, un periodo che Stefano definisce un precario equilibrio fra incognita e possibilità.

Vento, credits: Stefano Regazzo

“Sono particolarmente affezionato a quell’età in cui tutto ti sembra possibile, quando inizi ad esplorare il mondo in rapporto con te stesso e gli altri. È un momento di crescita in cui ancora ti è permesso di sbagliare e di fare errori senza sentirti addosso il peso delle responsabilità. Purtroppo, crescendo questa libertà viene tolta dalla macchina sociale in cui si entra, ma tramite l’illustrazione si può ritrovare e rivivere quel contesto magico, assurdo”.

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