AQUITRINUS: Intervista alle bestie dietro le bestie

In occasione del crowdfunding per la pubblicazione di AQUITRINUS, il libro di 88 bestie, i tre geniacci che hanno plasmato la palude, Marco Taddei , Marco Cirillo Pedri e Denis Riva (aka Deriva), si sono gentilmente resi disponibili per anticiparci qualcosina su questa opera d’arte melmosa.

Ne approfittiamo per invitare tutti a sostenere questo piccolo demonio. Oltre al libro, altri succosissimi primi in palio su sostieni.link/25681

Detto ciò, lascio i visitatori alle parole del Trio e, come dicono Marco Taddei e Denis Riva, che l’acquitrino sia con voi.

  • Circa un anno fa (come vola il tempo), ho avuto il piacere e l’onore di intervistare Marco Taddei sul progetto 88 Bestie. Ora sta per venire alla luce AQUITRINUS, che è stato definito un po’ come il cugino del primo. Ci raccontate qualcosa di più su questa parentela?

Marco: “Sono parenti perché entrambi, sia il progetto 88 Bestie, che gravita su Instagram, sia il progetto di libro “Aquitrinus”, sono bestiari di storie. Ed è come se le storie fossero il loro comune pool genetico, ed è questo elemento che definisce la loro stretta parentela”.

Marco Cirillo P.: “Anche io vedo in questo progetto un passaggio di testimone, da padre a figlio da bestie a bestie, in un turbinio genetico fremente che genere acquitrini paludosi e degni di essere esplorati”.

Deriva: “Non riesco a dare risposte significative a questa domanda, penso però che il mio cane saprebbe risponderti”.

  • Come descrivereste la palude da cui nasce questo libro? Ma soprattutto, perché proprio da un acquitrino?

Marco: “La palude da cui nasce questo libro è gigantesca. Vi si accede spostando grossi tronchi bianchi che intasano il fiume, e se ci si avventura, da tutte le parti si sollevano e sguazzano via salamandre, aragoste, picchi, caimani e varani. Ci sono caverne, buche e tane, ma potrebbero esserci pure capanne, che darebbero l’idea di una presenza umana, o meglio umanoide. L’acquitrino più che essere il luogo di origine di questo libro è la sua incubatrice, o il suo ristorante preferito”.

Deriva: “La pozza, lo stagno, i liquidi esausti e le loro reazioni, le stratificazioni, gli ammassi, le macchie, sono tutti elementi che caratterizzano una parte del mio lavoro. Tutto questo si è fuso nel progetto scritto da Marco Taddei e si sta lentamente trasformando in ‘Aquitrinus'”.

Marco Cirillo P.: “Anche io mi sono fatto questa domanda quando Marco Taddei mi ha esposto il progetto (e il titolo) per la prima volta. Ma più passa il tempo più riesco a vedere e percepire l’acquitrino che si sta sprigionando prepotentemente in questo progetto attraverso le sapienti mani di Denis Riva”.

  • Cosa direste a tutte quelle bestiacce di editori che non sono riusciti ad addomesticare le vostre bestie?

Marco Cirillo P.: “Che se riusciremo a portare a termine positivamente questa iniziativa sarà il pubblico con il suo supporto e la sua fiducia a dare un bello schiaffone morale agli editori malfidenti, malfidati e privi di iniziativa”.

Marco: “‘Mortacci vostri, è una faticaccia fare un crowdfunding’, ma è anche un gran spasso. L’idea che questo libro sia pronto per andare in stampa, ma la sua creazione sia in mano direttamente ai suoi estimatori, per noi che ne siamo i padrini è davvero ubriacante“.

Deriva: “Se il crowdfunding non dovesse andare a buon fine, qualcuno è interessato a pubblicarlo?”.

  • Domanda classica e banale, ma che funziona sempre, perché dovremmo supportare il progetto?

Marco: “L’intento di questo libro fin dall’inizio è stato quello di essere un po’ più libero degli altri libri, ed è per questo che alla fine ha vinto la modalità della raccolta fondi. Questo libro non è un fumetto, non è un libro illustrato, è quasi un libro d’arte,  è una raccolta di racconti, ma pure una raccolta di illustrazioni. E’ un catalogo? Forse, ma anche un abecedario per ragni. Dovete sostenere questo progetto, perché signori miei, questa è l’unica via per avere tra le mani e sfogliare un abecedario per ragni. Un portolano di pozzanghere, un inventario di anfibi, un registro di canali di scolo, di muschi, di sgroppi e di singordi. Tutta roba che non trovate al mercato“.

Marco Cirillo P.: “Perchè difficilmente questo libro riuscirebbe a trovare le giuste condizioni per essere pubblicato attraverso un editore in Italia e quindi vogliamo fare una scommessa puntando a realizzarlo al meglio delle sue possibilità e confidando nel fatto che la voglia di leggere e di investire su qualcosa di nuovo non sia ancora morta in questo paese”. 

Deriva: “Stiamo lavorando gratis anche per voi“.

  • Cosa si deve aspettare l’acquirente da questo libro? Deve avere paura? Le bestie mordono?

Deriva: “Si, molta. Non so se mordono, ma possono entrarti dentro”. 

Marco: “Una cosa che mi piace molto della parola acquirente, è che ricorda da vicino la parola acquitrino, come se avessero una comune origine. Uno degli estimatori del progetto mi ha detto che metterà questo libro accanto al Codex Seraphinanus di Luigi Serafini, questa vicinanza, anche solo nella testa del mio amico, rende bene l’idea di cosa sia questo libro. Chi avrebbe mai pubblicato il Codex? Solo un savio matto come Franco Maria Ricci avrebbe potuto tanto, proprio perché la sua casa editrice era figlia di un’idea editoriale ibrida ed anfibia, che si muoveva tra il libro d’arte e quello di divulgazione, le enciclopedie, la lettura alta e la letteratura popolare. Chi, prenotando la sua copia, ha già contribuito al crowdfunding non deve sentirsi minacciato da Aquitrinus, ma non possiamo dire la stessa cosa per quelli che non l’hanno ancora fatto. Cosa gli succederà? Non lo sappiamo. Un libro può fare di tutto al suo lettore, figuriamoci al suo non-lettore. Accarezzarlo, annusargli le orecchie, leccargli la faccia, staccargli il naso”.

Marco Cirillo P.: “In verità temo che anche chi compra il libro, singolo o con uno dei succosi premi allegati, rischi di perdere il naso o un orecchio se si lascia trascinare troppo dal progetto. Quando guardi a lungo in un acquitrino, anche l’acquitrino ti guarda dentro”.

  • Come descrivereste il rapporto fra voi ideatori del progetto Marco Taddei, Marco Cirillo Pedri, e Denis Riva?

Deriva: “Fluido, palustre, intimo”.

Marco: “Siamo caimani neri che possono bagnarsi due volte nella stessa pozza“.

Marco Cirillo P.: “Tanti video, qualche birra, incidenti rocamboleschi senza nessun ferito”.

  • Passando sul personale, se ognuno di loro fosse una bestia del libro, quale sarebbe e perché?

Marco: “Non è difficile vedere in Denis la bestia #88, ovvero La bestia che disegnava le altre bestie, ma lo vedrei bene anche come Nijinski, la bestia #68, che pur di portare i suoi doni si rompe l’osso del collo. Marcone potrebbe essere Il Grifo, la bestia #5: se lo scuoto sento un rumore metallico come se qualcosa si fosse rotto, ma non c’è da preoccuparsi, è normale che sia così “.

Marco Cirillo P.: “Che dire, in Marco Taddei ci vedo tanto la bestia #66, il Novicioc, e non solo per le bottiglie di vino ma anche per la grande rabbia e potenza repressa e inespressa. Denis Riva è un perfetto Merlo di Avicenna #75 riesce a dire la verità senza compromessi attraverso il suo stile puro. In verità siamo tutti Mignotte Quadrupedi #71″.

Deriva: “Forse intravedo in entrambi Gli Amici di Billy, la bestia #10, ma non penso che tali creature possano essere descritte”.

  • Qualche piccolo spoiler sul post AQUITRINUS?

Deriva: “Se non dovessimo raggiungere il risultato,  brucerò tutte le tavole originali come facevano nel medioevo con le salamandre“.

Marco Cirillo P.: “Per adesso incrociamo le dita e le squame aspettando il 26 settembre e sperando che qualcuno si faccia avanti per il premio ‘Deriva Senza Ritorno'”.

Marco: “Poi, se saremo vivi, ci sarebbero tante altre idee da mettere assieme, d’altra parte parliamo di Aquitrinus come del PRIMO libro di 88 bestie“.

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